Articolo di PMNet Periodico Multimediale della
Provincia di Cuneo
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Lorenza
Pellegrini ed il suo Doppio Tempo
Cultura - Letteratura
Sabato 21 Aprile 2007
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Lorenza Pellegrini
Doppio Tempo
Ed. Battei, Parma, 2006
168 pagine.
“… me lo ripetevo in
continuazione, non era il mio luogo, non era il mio tempo, non era
la nostra storia”
Laureata al DAMS di Bologna, insegnante di lettere, giornalista e
critica d’arte, è al suo esordio come scrittrice.
Una adolescente che si racconta. Non all’interno del classico dire
di sé in forma di diario, con il sapore di già visto, di ansia di
far conoscere più o meno ogni cosa, con gli immancabili amorini, ed
i pensieri che caratterizzano le donne di quella età. Quasi nulla,
di tutto questo. La giovane è lanciata misteriosamente all’interno
di una situazione in movimento e affronta problemi quasi insolubili,
con una parte di questa vita che è relativamente “già vissuta”,
attraverso la proiezione vagamente inquietante del suo “Io”. Lo
scorrere degli eventi sorprende la protagonista solo nella misura in
cui percepisce di essere in qualche modo già stata lì e la
conoscenza di alcuni frammenti di futuro le permette di anticipare
alcune azioni. Ma serve a poco.
Fatti
noti, competizioni sportive e canzoni, tracciano una sorta di
colonna sonora indispensabile per scandire ed inquadrare gli eventi
in una dimensione reale, trasportando la ragazza verso una soluzione
meno tragica di quanto il lettore potrebbe aspettarsi.
L’Autrice si muove con sensibilità e conosce alla perfezione i
problemi degli adolescenti, e non solo in seguito alle naturali
frequentazioni legate al proprio lavoro, ma anche, con ogni
probabilità, grazie ad una buona memoria.
E’anche un “libro che parla di altri libri” (U. Eco), senza
nominarli né plagiarli: balzi di mesi ed anni, fenomeni oscuri di
stampo romantico ed hoffmanniano, un pensiero fugace rivolto alla
follia e un rapporto sorprendente col “tempo”. E’ l’inseguimento di
un nesso, la ricerca e la costruzione di un “mondo possibile”, come
una sorta di rappresentazione del lavoro oscuro che si elabora
all’interno dell’animo umano, che le riesce oltre l’ovvio e tuttavia
senza cadute di stile. Una prova insomma, per capire e per capirsi,
per rintracciare una ragione, e un punto fermo al quale aggrapparsi.
L’approccio
della Pellegrini rappresenta un tentativo di assecondare un’esigenza
interiore, un provare attraverso lo smarrimento, sperimentare la
pulsione di fuggire per poi ritrovarsi; costruire psicologie e
ripensamenti, migrare e infine, tornare. Una metafora stimolante.
Lorenzo Pellegrini
Lorenzo.pellegrini@email.it
Post scriptum del Direttore di PMnet
Non avete le traveggole. Chi firma il pezzo è il nostro solito
Lorenzo Pellegrini, elastico redattore di PMnet. L'autrice del libro
si chiama Lorenza Pellegrini.

Per sgomberare subito il campo da ipotesi e pettegolezzi vi
garantisco che non sono parenti e che il "nostro" non è un mutaforma
che cambia sembianze o sesso a suo piacimento; i due Pellegrini (mi
verrebbe una facile battuta del tipo "andavano errando ignari", ma
non ve la faccio... oh, l'ho già fatta, pazienza) anzi nemmeno si
conoscevano prima che Lorenza si imbattesse nella firma di Lorenzo
in rete sulle pagine di PMnet.
Così quel primo contatto ha portato Lorenzo Pellegrini a recensire
il libro di Lorenza Pellegrini, con i risultati che avete appena
letto sopra.
Ed ora scusate, vado a prendermi due aspirine che a forza di parlare
di Pellegrini, di Lorenzi e Lorenze mi è venuto un gran mal di
testa.
Paolo Somà
PPS: Come avrete notato si tratta di un autrice extra provincia di
Cuneo e solitamente noi siamo legati a scrivere e parlare
della e
dalla nostra provincia,
ma l'occasione era troppo ghiotta: doppio tempo, doppio nome, doppio
cognome... doppia aspirina.
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